Teorie e Paradigma

Teorie e Paradigma

In queste pagine cercheremo di analizzare e capire quelle teorie scientifiche tanto proposte da chi non è stato ascoltato e non riconosciuto dalla scienza ufficiale ma accolte da molte persone che poi hanno anche testimoniato a loro favore.

Thomas Kuhn sostiene che il progresso scientifico non è un cumulo di conoscenze teso a rivelare la verità, ma un’alternanza tra una scienza normale e “rivoluzioni scientifiche”, a partire da strumenti (paradigmi) che tendono ad articolarsi e specializzarsi (cambiamento di paradigma).

Il modo migliore per valutare l’impatto del pensiero di Kuhn consiste nel misurare l’effetto della sua opera sul vocabolario della storia della scienza: accanto agli “slittamenti di paradigma”, Kuhn impone l’uso del termine “paradigma” per indicare l’insieme di teorie, leggi e strumenti che definiscono una tradizione di ricerca in cui le teorie sono accettate universalmente.

Conia l’espressione scienza normale per riferirsi al lavoro di routine degli scienziati che seguono un determinato paradigma, ed è uno dei principali artefici dell”uso dell’espressione “rivoluzioni scientifiche”, declinata al plurale per poterla distinguere dalla “rivoluzione scientifica” sviluppatasi tra la fine del Rinascimento e il Seicento.

A seguito di una di queste rivoluzioni scientifiche, cambia il paradigma di riferimento. Il criterio con cui un paradigma risulta vincitore sugli altri, consiste nella sua forza persuasiva e nel grado di consenso all’interno della comunità scientifica. Il paradigma usato dagli scienziati va considerato, secondo Kuhn, come teorico ed è esente da qualsivoglia forma di verifica, ciò che è possibile verificare è solamente una parte del paradigma stesso, un suo specifico elemento.

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Le “Fasi” della Scienza per Kuhn

Schematizzazione delle fasi della scienza descritte da Thomas Kuhn

Kuhn afferma che la scienza attraversa ciclicamente alcune fasi indicative della sua operatività. Per Kuhn la scienza è paradigmatica, e la demarcazione tra scienza e pseudoscienza è riconducibile all’esistenza di un paradigma.

L’evoluzione del progresso scientifico viene assimilata ad una curva continua che in corrispondenza dei cambi di paradigma subisce delle discontinuità o salti quantici. Kunh suddivide l’evoluzione di un paradigma in cinque fasi.

La Fase 0 è il periodo chiamato pre-paradigmatico, caratterizzato dall’esistenza di molte scuole differenti in competizione tra di loro prive di un sistema di principi condivisi. In questa fase, lo sviluppo di una scienza assomiglia più a quello delle arti e presenta molta confusione. A un certo punto della storia della scienza in esame, viene sviluppata una teoria in grado di spiegare molti degli effetti studiati dalle scuole precedenti; nasce così il paradigma, l’insieme di teorie, leggi e strumenti che definiscono una tradizione di ricerca all’interno della quale le teorie sono accettate da tutti i cultori.

Questa adesione condivisa dà inizio alla Fase 1, ovvero, l’accettazione del paradigma. Una volta definito il paradigma ha inizio la Fase 2, ovvero, quella che Kuhn chiama la scienza normale. Nel periodo di scienza normale gli scienziati sono visti come risolutori di problemi, lavorando per migliorare l’accordo tra il paradigma e la natura. Questa fase, infatti, è basata sull’insieme dei principi di fondo dettati dal paradigma, che non vengono messi in discussione, ma ai quali, anzi, è affidato il compito di indicare le coordinate dei lavori successivi. In tale fase vengono sviluppati gli strumenti di misura con cui si svolge l’attività sperimentale, vengono prodotti la maggior parte degli articoli scientifici, ed i suoi risultati costituiscono la maggior parte della crescita della conoscenza scientifica.

Durante la fase di scienza normale si otterranno sia successi, che insuccessi, che per Kuhn, prendono il nome di anomalie, ovvero eventi che vanno contro il paradigma. Lo scienziato normale, da buon risolutore di problemi quale è, tenta di risolvere tali anomalie.

Si passa così alla Fase 3, nella quale il ricercatore si scontra con le anomalie. Quando il fallimento è particolarmente ostinato o evidente, può avvenire che l’anomalia metta in dubbio tecniche e credenze consolidate, aprendo così la Fase 4, ovvero la crisi del paradigma.

Come conseguenza della crisi, in tale periodo si creeranno paradigmi diversi. Tali nuovi paradigmi non nasceranno quindi dai risultati raggiunti dalla teoria precedente ma, piuttosto, dall’abbandono degli schemi precostituiti del paradigma dominante.

Si entra così nella Fase 5, la rivoluzione (scientifica). Nel periodo di scienza straordinaria, si aprirà una discussione all’interno della comunità scientifica su quali dei nuovi paradigmi accettare.

Però non sarà necessariamente il paradigma più “vero” o il più efficiente ad imporsi, ma quello in grado di catturare l’interesse di un numero sufficiente di scienziati, e di guadagnarsi la fiducia della comunità scientifica. I paradigmi che partecipano a tale scontro, secondo Kuhn, non condividono nulla, neanche le basi e quindi non sono paragonabili. La scelta del paradigma avviene, come detto, per basi socio-psicologiche oppure biologiche (giovani scienziati sostituiscono quelli anziani). La battaglia tra paradigmi risolverà la crisi, sarà nominato il nuovo paradigma e la scienza sarà riportata a una Fase 1.

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