Stefan Marinov, l’energia che viene dal niente, moto perpetuo

Stefan Marinov
Stefan Marinov

Stefan Marinov
Fisico
Data di nascita: 1 febbraio 1931, Sofia, Bulgaria
Data di morte: 15 luglio 1997, Graz, Austrian
Figli: Veselin Marinov, Mario Marinov
Nipoti: Yoana Marinova
Studi: Università di Sofia, Università Tecnica Ceca di Praga
Ricerche correlate: Veselin Marinov, Mariya Marinov, Yoana Marinova, Tsvetanka Marinova, Mariya Marinova, Mario Marinov
Si tratta senz’altro del piu’ noto rappresentante, almeno nella seconda meta’ del XX secolo, dell’esiguo ma vivace gruppo dei cosiddetti fisici ‘eterodossi’ (o ‘eretici’). Con questo appellativo si indicano quegli scienziati che non hanno accettato le teorie che sono le colonne portanti della grande rivoluzione scientifica moderna, vale a dire – nel campo della fisica, ma esistono eresie in tutti i settori, come l’anti-darwinismo in biologia – la teoria della relativita’ di Albert Einstein (1905, 1915), e la meccanica quantistica (che non ha, a differenza della precedente, un unico ‘padre’ riconosciutvo, ma diversi grandi fondatori, quali Niels Bohr, David Hilbert, Max Planck, Erwin Schrödingerzz, Louis Sommerfeld, Paul Adrien Maurice Dirac, Werner Heisenberg, Wolfgang Pauli, Louis De Broglie, etc.). Entrambe le teorie, a favore delle quali viene riportata un’evidenza sperimentale straordinaria (che va dalla costruzione delle bombe atomiche, alla progettazione e funzionamento degli acceleratori di particelle) presentano aspetti fortemente contro-intuitivi, in quanto propongono un trattamento diverso da quello comune (inerente cioe’ all’uso della “razionalita’ ordinaria”) per le categorie di spazio, tempo e causalita’. Per questo motivo, non hanno mai cessato di suscitare perplessita’ nella parte piu’ ‘conservatrice’ dei fisici. La polemica anti-relativista e’ stata una delle costanti dell’attivita’ scientifica di Marinov, e causa della sua pressoche’ completa emarginazione dagli ambienti della fisica “ufficiale”. Laureatosi in fisica a Sofia nel 1960, dopo un’esperienza di alcuni anni come capitano di lungo corso, Marinov entro’ a far parte dell’Istituto di Fisica dell’Accademia delle Scienze di Bulgaria, dimostrando presto, oltre ai suoi indubitabili talenti di fisico (testimoniati da numerosi lavori pubblicati in importanti riviste internazionali), anche tutto il suo carattere polemico e coraggioso. Fu internato numerose volte, per periodi di diversa lunghezza, in cliniche psichiatriche, e ivi sottoposto a trattamenti ‘rieducativi’ con psico-farmaci, come era al tempo d’uso nei paesi al di la’ della “cortina di ferro”. Cio’ avvenne principalmente a causa del suo attivismo politico, ma anche (come amava dire) per le concezioni scientifiche che era andato nel frattempo maturando, e che non esitava a pubblicizzare in modi anche clamorosi, destando quindi ‘scandalo’. Per esempio, nel 1977 cerca di organizzare una Conferenza Internazionale sullo Spazio e il Tempo Assoluti, ma le autorita’ lo forzano ad annullare l’incontro all’ultimo momento, con il pretesto della previsione di un terremoto! Riuscito subito dopo a lasciare finalmente la Bulgaria, giro’ da allora in vari paesi europei, compresa l’Italia (dove infine riusci’, ma soltanto nel 1982, ad organizzare la famosa conferenza; dal nostro paese era stato comunque una prima volta, 1980, espulso, dietro pressione delle autorita’ bulgare: “Il Ministero dell’Interno non dicesi non autorizza l’ulteriore proroga al soggiorno in Italia”), senza mai riuscire a trovare una stabile conveniente sistemazione. Approdo’ infine a Graz, in Austria, dove per sopravvivere dovette inizialmente fare il mozzo di stalla, e nut,rirsi qualche volta delle sole mele destinate ai cavalli (oltre che delle erbe che raccoglieva nei campi: ottima era la sua frittata con le ortiche). Nonostante queste difficolta’ d’ordine pratico, bbcontinuo’ a destinare ogni sua risorsa (provenientegli da diversi amici, curiosi, dalla vendita dei libri che si pubblicava da sé, etc.) alle sperimentazioni fisiche in proprio, e alla produzione di articoli tutti contro-corrente, che fecero diventare ben presto il suo nome ‘temuto’ presso la quasi totalita’ delle redazioni delle riviste scientifiche, che usavano o non rispondergli affatto, o rifiutare le sue proposte di pubblicazione, a volte anche in modi molto bruschi (il 30 giugno del 1982 la rivista “Il Nuovo Cimento”, della Societa’ Italiana di Fisica, gli scrive: “We will return without examination any paper you will submit to our journal”), che l’interessato peraltro ricambiava dando mostra di evidente disprezzo. Si radico’ sempre di piu’ in lui allora la convinzione che coloro che mantengono attualmente il potere hanno compreso come l’internamento in una clinica psichiatrica sia piu’ efficace di una crocifissione, e rispondere con il silenzio piu’ produttivo di un rifiuto (dalla IV di copertina del I volume della sua serie The thorny way of truth, vedi in calce). Per ricevere il trattamento descritto sarebbe stata sufficiente la professione di fede anti-einsteiniana, ma Marinov aggiunse a questa ‘ossessione’ un’altra non meno lesiva della sua residua reputazione scientifica: quella per la ricerca del moto perpetuo. Ad essa si e’ dedicato per tutta la vita, non solo progettando e costruendo macchine – nelle quali investiva tutto il poco denaro che riusciva a procurarsi – ma anche recandosi a trovare personalmente in tutte le parti del mondo quegli ‘inventori’ che proclamavano di essere riusciti a conseguire tale obiettivo, considerato irraggiungibile da ogni fisico ‘sensato’. Fu in una di queste occasioni che entro’ in contatto con la comunita’ Methernitha (vedi qui di seguito), che si dice in possesso di una macchina prodigiosa capace di creare “energia dal nulla”, secondo un’espressione dello stesso Marinov. Questi rimase del tutto convinto della veridicita’ di questa dichiarazione, e ha sempre considerato tale apparecchio il primo vero moto perpetuo funzionante realizzato dall’uomo. Di esso si trovano diverse notizie nei volumi delle sue opere citati in calce, in particolare nel V volume della serie citata (il cui II volume e’ interamente dedicato a “Documenti sull’invenzione del moto perpetuo, sulla secolare cecita’ del genere umano, e sulla sua dissennata perseveranza in essa”). Bisogna dire che il punto di partenza di Marinov non e’ del tutto assurdo, consistendo in una riconosciuta violazione del III principio della dinamica (il principio di azione e reazione di Newton) nell’espressione dell’interazione elettromagnetica tra cariche elettriche in movimento (vedi U. Bartocci, riferimento bibliografico in calce). Rifiutando le correnti interpretazioni relativistiche di tale ‘anomalia’, continuo’ su questa base (ampliando pero’ successivamente l’ambito dei progetti di moto perpetuo che considerava degni di essere presi in considerazione) a ritenere realizzabile questo “sogno proibito” dell’umanita’. Forse stanco e deluso per un successo che non arrivava mai, e per le continue critiche che riceveva a volte anche dagli amici (incluso purtroppo lo scrivente), si e’ tolto la vita, senza clamore, a Graz, nell’estate del 1997, lui che aveva minacciato clamorosamente il suicidio innumerevoli volte, allo scopo di ottenere ascolto presso qualche istituzione ufficiale.

A conclusione delle poche frasi che lascia nel suo “testamento scientifico”, si trova un triste feci quod potui. La sua ultima opera dattiloscritta, del maggio 1997, intitolata “Production of momentum and energy by the help of centrifugal forces”, e redatta insieme a uno dei suoi ultimi collaboratori, Joerg Deisting, si concludeva con le parole: “E’ ovvio che l’intero futuro energetico dell’umanita’ sara’ basato sulle macchine di Deisting e .

 

Il testamento scientifico di Stefan Marinov
Giorgio Iacuzzo
Stefan era nato in Bulgaria 66 anni fa, anche se ne dimostrava venti di meno. Assistente professore di Fisica all’Università di Sofia aveva sofferto la reclusione nel gulag di trattamento psichiatrico a causa della sua dissidenza politica e scientifica. Nel 1977 era stato espulso nel nostro “mondo libero” ma le cose non erano andate meglio. Per quella sua maledetta mania di parlare senza peli sulla lingua, di essere sempre schietto su qualsiasi questione scientifica, sociale e politica era tenuto alla larga dalle strutture didattiche e dalle ipocrite nomenclature del “sapere”. Con la miriade di esperimenti condotti incessantemente per decenni e con le migliaia di pagine di scienza che ci ha voluto donare ha contribuito in modo essenziale alla nascita di un nuovo filone di ricerca seguito da studiosi entusiasti e liberi da schemi idioti. Ma Stefan sarà sempre con noi, con la sua cultura, con Ie molte lingue che parlava correttamente e che permettevano a chiunque si trovasse al suo fianco di sentirsi a proprio agio e di condividere la sua originalità, il suo umorismo, il suo entusiasmo, la sua energia, la sua modestia e semplicità di vita, la sua sincera amicizia e la sua profonda solitudine. Grazle Stefan, per quello che ci hai dato e per quello che ancora ci darai in un futuro che indubbiamente vedrà trionfare la ricerca di quella verità per cui hai tanto lottato. «HO FATTO QUELLO CHE POTEVO» «Dopo aver camminato per così tanti anni sulla tortuosa via della verità mi sento stanco. I miei libri e i miei appunti sono il mio testamento scientifico. Spero che presto i concetti assoluti (Newtoniani) di spazio-tempo, che ho rivisto attraverso numerosi esperimenti e con una semplice teoria matematica, saranno accettati dalla comunità scientifica come corrispondenti alla realtà fisica. Spero che le macchine a moto perpetuo, delle quali ho costruito diversi prototipi senza chiudere il circolo energetico, verranno realizzate con successo da altre persone. E se le mie realizzazioni nella fisica dello spazio-tempo, nell’elettrodinamica e nel campo della violazione delle leggi di conservazione dell’energia verranno zittite anche dopo la mia morte, lasciando questo mondo posso solo ripetere le eterne parole: feci quod potui.» (Stefan Marinov Graz, Austria, 15 luglio 1997)
Presentiamo tre lavori del grande Stefan Marinov, ricercatore Bulgaro, suicidatosi nel 1997, a causa delle difficoltà avute per il riconoscimento dei propri lavori. Sono venuto in possesso delle fotocopie di due dei suoi ultimi lavori, ritrovati tra i rifiuti dell’Università di Roma… Spero che ci sia qualcuno che possa apprezzarlo, anche se ora non è più tra noi.

We present three works of the great Stefan Marinov, Bulgarian researcher, killed oneself on 1997. These xerocopies were found in the rubbish of the university of Rome… I hope that somebody can appreciate him. These works goes back to 1997 and 1995.

Generation of free momentum and free energy by the help of centrifugal forces
Experimental violation of Newton’s third law
Marinov vector and scalar magnetic intensities generated by an infinitely long siberian coliu

E questi altri articoli sono tratti dalla rivista ‘Frigidaire’, pubblicati nel 1989-1990 – and these papers, were published in the magazine ‘Frigidaire’ in 1989 and 1990:

Violazione delle leggi di conservazione di momento, momento angolare ed energia
Sullo stato presente della Fisica
La macchina Testatika – Testatika machine
Immagine a colori (1.4MB zippati) della macchina Testatika – Big color 
Stefan Marinov

 

L’ENERGIA CHE VIENE DAL NIENTE

 

Methernitha e la misteriosa Macchina Testatika
In Svizzera vicino a Berna e più precisamente nei pressi della cittadina di Linden, esiste p comunità proto-cristiana, un po’ New Age, fondata da un ex-orologiaio di nome Paul Baumann. La cosa che rende curioso e speciale questo luogo fuori dal mondo, energeticamente e culturalmente parlando, è che l’intero villaggio è alimentato da decenni da una macchina Free-Energy, costruita da Baumann e denominata Macchina Testatika.

Continua a leggere…

Ed ecco un link che teorizza il motore termico a cuscinetti

Lascia un commento