Joe Cell: la cella ad acqua che da energia

Joe cell presentazione

Joe Cell

Joe cell presentazione

Joe cell: La cella di energia ad acqua può rimanere un’utopia o può divenire il nostro futuro più prossimo; ad essa possiamo credere per far sì che i nostri figli abbiano l’energia blu, oppure possiamo abbandonarla perché ci sentiamo schiacciati dagli insuccessi e dallo scetticismo.

La tecnologia di Tesla è stata ritrovata e sviluppata in questi anni, dando vita ad una miriade di progetti di macchine ad acqua, rimasti allo stato potenziale perché forse il sistema non è ancora pronto per accoglierli. Non avremmo mai creduto che si potesse incendiare l’acqua, se non avessimo constatato con i nostri occhi che ciò è possibile, scoprendo dunque che un piccolo cilindro permette di incanalare una forma di energia che stravolge tutte le nostre conoscenze fisiche e termodinamiche. L’Energia Orgone, così definita da Wilhelm Reich, è massa libera, non ha inerzia o peso, non esiste apparecchio con tecnologia convenzionale che possa misurare la forza che sprigiona. È presente dappertutto, anche se la sua concentrazione può variare da un luogo ad un altro di tanto in tanto; è un’energia in movimento costante e irregolare, dall’ovest verso l’est, con una velocità molto più grande della rotazione della terra: pulsa, con un movimento di espansione e contrazione. Produce materia, ossia delle polveri sottili, che si posano sul fondo del cilindro che costituisce la cella, ma che i tecnici non attribuiscono ai residui presenti nell’acqua.

Quello che viene definito orgone non è propriamente un gas, bensì un campo magnetico che in quanto tale penetrerà o viaggerà attraverso tutti gli elementi della cellula e di quelli che stanno intorno, ma a velocità differente. Infatti, ogni corpo, vivente e non vivente, possiede il proprio campo di energia così come tutti i magneti. Si irradia ad una grande distanza, fino a 50 metri, per cui si disperde facilmente e si propaga attraverso dei mezzi fisici senza interagire con essi, trasmette informazioni senza trasmettere energia.

Quello che bisogna fare è intrappolarla, crearle una prigione immaginaria e a tale scopo vengono utilizzati dei materiali sintetici, come i polimeri, con forme sferiche di polarità opposta. Essendo ovunque intorno a noi, questi campi magnetici possono essere generati da una distorsione della geometria del vuoto fisico. Questo dimostra l’utilizzo di forme piramidali, di coni, cilindri, e triangoli piani. Nega le leggi dell’entropia, perché va da concentrazioni di energia più basse a quelle più alte attraendo a sé altre forme di energia, questo fa di lei un’energia vivente. Per tale motivo subisce i campi elettromagnetici di ogni tipo, da quelli degli strumenti elettronici a quelli presente nell’aria. Qualsiasi dispositivo elettronico interagisce con esso, come ad esempio televisioni e calcolatori, ma anche luci fluorescenti, telefoni cellulari, radiotrasmittenti, radar, linee elettriche di alto tensione. Questi campi magnetici possono alterare in maniera permanente l’energia prodotta dalla cella, persistono per lungo tempo anche dopo che sia stata rimossa. Proviene in gran parte dal sole, per tale motivo sarà maggiormente accumulato nelle ore più assolate; è inoltre influenzato dalle condizioni atmosferiche, come l’umidità, le nubi e la temperatura.

Può essere manipolato e controllato, mediante un accumulatore di energia, che è costituito da cilindri organici e non, alternati tra di loro; per cui i primi attraggono e assorbono l’Orgone, mentre gli strati metallici lo estraggono dalla materia organica e lo irradiano nell’interno dell’accumulatore. In tutto questo, usando l’elettricità, il magnetismo e l’elettrolisi, si va ad accelerare questa reazione. Ha un tasso lento di conduzione, gli occorrono 30 secondi almeno per essere sprigionata e ha una breve durata se non si alimenta la reazione con una batteria: l’elettrolisi può essere indotta anche dai soli materiali della cellula se producono il giusto campo magnetico. Questa energia è assorbita dall’acqua e per questo viene utilizzata all’interno del cilindro , proprio in virtù delle sue proprietà di conduttore; è polarizzata, per cui si può creare una cella positiva e una negativa, a seconda di come si combinano i materiali al suo interno. Se concentrata in uno spazio limitato, ossia se la nostra cellula viene colmata dal gas fino alla sua massima portata, essa si trasforma in elettricità, che si manifesta con le bolle, le pulsazioni, e una tensione sulla superficie dell’acqua.

L’energia è dunque in noi e nello spazio, è quello che maghi, santi hanno mostrato come magia o miracolo. Ognuno di noi potrebbe essere in grado di catturarla e di propagarla, basta solo utilizzare giusti strumenti che possano servire a tale scopo. La cd. Cellula di Joe è uno dei tanti accumulatori di energia, e una volta caricata funge da vero e proprio magnete. Infatti coloro che l’hanno costruita hanno osservato che anche se rimossa dall’automobile, vi è un lasso di tempo in cui il motore continuerà ad alimentarsi di tale energia. Tutti i cavi possono essere staccati, il motore può funzionare ancora finché la bobina di accensione e il distributore continuano ad essere funzionali e se viene lasciata per lungo tempo collegata alla macchina, il motore non avrà poi bisogno della cella. L’acqua all’interno del cilindro non si consuma, ma si rigenera in quanto la combustione di questo gas produce acqua e ancora energia, in un moto perpetuo. Per tale motivo la cella di Joe potrebbe donare all’umanità energia libera ed eterna, stravolgendo le leggi della fisica sino ad ora conosciute, così come il nostro modo di vivere, le strutture sociali riconosciute come istituzioni. La sua diffusione sarebbe la fine di tutto questo mondo surreale e assurdo in cui viviamo, sarebbe quello che Rifkin ha definito la società del world wide energy, in cui non esistono più poteri centralizzati ma solo strutture orizzontali e ugualitarie. Questa è una rivoluzione che richiede lunghi tempi e sperimentazioni, ma non è mai tardi per cominciare ad alzare le prime barricate.

Eteboro Italia, etleboro.blogspot.com, 2006

Manuale per la costruzione di una Cella di Energia ad Acqua

La joe cellJoe Cell è un accumulatore di energia orgone che serve per catturarla e trasformarla in energia elettrica alternata trasformatore. Fu sviluppata da un meccanico australiano seguendo i brevetti del noto fisico, inventore e ingegnere Nikola Tesla. è una componente del brevetto di Nikola Tesla ( No. 787,412 patented il 18 aprile 1905), con il quale egli stesso annunciava l’avvento di una nuova forma di energia talmente straordinaria, che avrebbe potuto trovare applicazione non solo nel trasporto, marittimo terrestre o aereo, ma anche per le abitazioni. Le sue prime pubblicazioni risalgono al 1904, come il suo brevetto d’altronde, per cui tutti sapevano e per tutto questo tempo hanno nascosto la verità e hanno combattuto delle guerre per impossessarsi del petrolio

Cosè la Joe Cell?

La Joe Cell è simile a una cella elettrolitica, è fatta con cilindri concentrici di acciaio.

Generalmente i cilindri hanno diametri di 1, 2, 3 e 4 pollici. Qualche volta viene incluso anche un cilidro da 5 pollici. Diverse teorie dicono che i cilindri dovrebbero essere lunghi tra 4 e 10 pollici. Ci sono diverse teorie su come la Cella di Joe funziona, alcuni sostengono che è un accumulatore di energia orgonica.

Una cella per funzionare deve attraversare una serie di stadi: il primo è di semplice elettrolisi, il secondo è indicato come lo stadio di inseminazione, durante il quale la cella costruisce una carica nell’acqua, e finalmente la cella raggiunge la condizione di essere in grado di far funzionare un motore. Ci sono ulteriori stadi di evoluzione che -presumibilmente- possono essere raggiunti. Per esempio, al quarto stadio la cella esibisce effetti antigravitazionali che riducono il peso del veicolo nel quale è installata.

Appena l’acqua nella cella è sufficientemente “caricata”, la Joe Cell è in grado di operare senza alcuna sorgente esterna di elettricità.

In una segnalazione [2] si dice che la cella genera un gas che implode energicamente quando gli si dà fuoco. Il tubo che convoglia questo gas che fuoriesce dalla cella è connesso ad un tassello cieco o ad un buco chiuso nella parete del carburatore. Questo significa che fisicamente non c’è nessuna apertura all’interno del carburatore o del collettore di aspirazione. L’autore crede che il gas misterioso possieda dunque la capacità di passare attraverso il metallo dell’involucro del carburatore per raggiungere l’interno del motore.

L’autore non risponde all’ovvia domanda del perché molto di questo gas non sfugga attraverso le pareti del tubo ancor prima di raggiungere il carburatore. Un’altra segnalazione dice che la cella dovrebbe essere connessa con un tubo d’alluminio in un punto del blocco motore in cui vi sia un passaggio d’acqua. Così essa riuscirà a “caricare” l’acqua di raffreddamento del motore. L’acqua caricata fornisce, in un qualche modo, l’energia per far funzionare il motore. In un normale veicolo a benzina si verificano esplosioni all’interno del suo motore, ma nel motore di un veicolo propulso da una “cella di Joe” si verificano implosioni. Dunque l’anticipo d’accensione deve essere significativamente avanzato, in quanto la scintilla deve avvenire durante la fase di compressione. Un motore in funzione si raffredda invece di scaldarsi. Un motore propulso da una “cella di Joe” ben fatta può essere rallentato fino a 1 o due giri al minuto, dopodiché accelerare facilmente fino a 18.000 giri se alberi a camme, pistoni e valvole sono in grado di sopportare lo stress. Le celle di Joe sono note per mandare in tilt i sistemi elettronici presenti sull’auto, dunque è una cattiva idea accoppiare una cella con un motore ad iniezione elettronica.

di Etleboro.com

nelle pagine che seguono troverete la traduzione del libro