Forza Odica del Barone Karl von Reichenbach

 Forza Odica

(anche detta Od [od], Odyle) è il nome dato a metà del XIX secolo ad una ipotetica energia vitale o forza vitale, dal Barone Karl von Reichenbach, eclettico scienziato tedesco noto per la scoperta di molte sostanze chimiche e di nuovi processi industriali.

Forza Odica

Reichenbach stava indagando sul modo in cui il sistema nervoso di persone affette da nevrastenia, sonnambulismo, isteria e fobie fosse influenzato da varie sostanze e dalle fasi lunari. In seguito a ciò, egli fu portato a concepire l’esistenza di una nuova forza affine all’elettricità, magnetismo e calore. Egli ritenne inizialmente che tale forza fosse irradiata da molte sostanze e, in seguito, da tutta la materia in quanto tale, e che l’influenza sul sistema nervoso delle persone è tanto maggiore quanto più queste sono sensibili. Reichenbach la chiamò “Forza Odica”.

Grazie alla disponibilità economica e alla influenza acquisite con le scoperte di utilità industriale, Reichenbach dedicò tutto il suo tempo ad indagare con metodo e meticolosità la nuova forza da lui ipotizzata. Dopo moltissimi esperimenti eseguiti con l’aiuto di sensitiviche fungevano da “strumenti di rilevazione”, Reichenbach pubblicò nel 1840 un ponderoso volume in lingua tedesca dal titolo “Physikalisch-physiologische Untersuchungen über die Dynamide des Magnetismus”, successivamente tradotto nel 1851 nell’inglese “Physico-Physiological Researches on the Dynamics of Magnetism, Electricity, Heat, Light, Crystallization, and Chemism, in their Relations to Vital Force”. In questa voluminosa opera, Reichenbach rivela che la forza Odica è visibile da tutte le persone che abbiano un minimo di sensitività, a condizione di essere nella più totale oscurità e dopo almeno una o due ore di adattamento della vista al buio totale.

Forza Odica

Ecco come, secondo Reichenbach, apparirebbe la Forza Odica di una mano e di un cristallo, al buio, all’occhio del sensitivo (dettaglio, dall’opera “Researches on Magnetism, ecc.”, Pubblico dominio.)

A tale scopo Reichenbach aveva adattato una stanza del suo castello di Reisenberg a camera oscura, schermandola totalmente dalla luce esterna, e in essa sperimentò a lungo con soggetti ritenuti sensitivi in base a determinate caratteristiche da lui notate. Nella succitata opera Rechenbach afferma che in tali condizioni la forza Odica appare ai soggetti sensibili come una tenue luminosità, un’aura che circonda gli esseri viventi, in ogni parte del corpo ma soprattutto da mani, piedi e testa. Tale luminosità promanerebbe anche dai cristalli, e specialmente dalla loro punta, dalla quale sarebbe emanato una sorta di “pennacchio” simile a quello di una fiamma. Anche i magneti secondo Reichenbach emettono allo stesso modo dai loro poli. Osservando diversi materiali e sostanze chimiche i sensitivi riferirono a Reichenbach che anche questi avevano una loro luminosità caratteristica e davano loro sensazioni peculiari e riconoscibili. Egli ci dice che la Forza Odica viene liberata inoltre anche dalle reazioni chimiche di ogni genere, dallavibrazione acustica e dall’attrito, sempre con le stesse caratteristiche.Reichenbach riporta di aver così scoperto che la forza Odica è polare, si manifesta cioè in un modo duale, essendo visualizzata e percepita dalle persone abbastanza sensibili con due diverse modalità, le quali danno diverse sensazioni. La prima, definita Od-negativo, appare alla vista di colore blu/violetto e al contatto dà una lieve sensazione di piacevole freschezza che si diffonde nella mano e nel braccio. Essa promana dalla punta dei cristalli, dal polo nord dei magneti, dalla maggior parte delle sostanze acide, da tutti i corpi quando vengono riscaldati, dai corpi in intensa vibrazione acustica, dalla luce solare riflessa (specialmente nella componente blu-violetto), e da tutte le reazioni chimiche. La seconda, definita Od-positivo, appare alla vista di colore rosso/giallo e al contatto dà una lieve sensazione di sgradevole tepore. Questa promana invece dalla base dei cristalli, dal polo sud dei magneti, dalla maggior parte delle sostanze alcaline, dalla luce solare rifratta e da quella lunare (specie nella componente rosso-arancione-giallo), e dalla frizione dei corpi (attrito).

Reichenbach ipotizzava, nella sua opera “Physico-Physiological Researches on the Dynamics of Magnetism, Electricity, Heat, Light, Crystallization, and Chemism, in their Relations to Vital Force”, che di conseguenza anche la respirazione e la digestione generassero forza Odica, in quanto reazioni chimiche. Con molte osservazioni nella camera oscura, egli ne ebbe conferma. Reichenbach era a conoscenza delle tinozze di “acqua magnetizzata” usate da Franz Anton Mesmer nelle sue “sedute terapeutiche”, e da opere dello stesso (Memoires de Mesmer) aveva appreso che si trattava di tini di legno pieni d’acqua, sul cui fondo erano disposti molti strati alternati di varie sostanze putrescibili o comunque reagenti con l’acqua. Questo convinse Reichenbach che in tal modo Mesmer generava in effetti grosse quantità di forza Odica. Dunque, egli si disse, altrettanto avviene nell’intestino crasso, durante la digestione, in aggiunta alle reazioni chimiche della respirazione e di tutto il metabolismo. Così si convinse definitivamente che l’energia Odica osservata dai suoi sensitivi come promanante da tutti gli esseri viventi, detta aura, avesse proprio tale origine.

I fautori della Forza Odica dicono che essa è assai simile al concetto orientale di prana e qi. Ma Von Reichenbach non collegò la forza Odica con altre teorie vitalistiche, a parte il citato mesmerismo.

 

L’energia Odica, o Od, è una particolare manifestazione dell’energia eterica, e ne è anche l’aspetto più affascinante e meno compreso.

Questo libro è un concentrato delle ricerche di Reichenbach sulla misteriosa forza Odica, da lui scoperta ma osteggiata dalla scienza ufficiale del suo tempo. Rivolgendosi direttamente al lettore, Reichenbach lo conduce gradualmente attraverso le sue affascinanti scoperte sulla misteriosa luce odica.

Le numerose note del traduttore chiariscono tutti i termini e i concetti tecnici, e le Appendici forniscono molte altre utili informazioni aggiuntive.

Il lettore interessato alle cosiddette “energie sottili” (etere, orgone, prana, chi, feng-shui, energia tachionica, campo del punto zero, materia/energia oscura, ecc.) trova in questo libro moltissimi spunti per eseguire i propri esperimenti.

AUTORE

Karl Von Reichenbach (1788-1869) è stato un genio del suo tempo: illustre chimico, geologo, metallurgista, naturalista, imprenditore industriale, filosofo, membro della prestigiosa Accademia Prussiana delle Scienze, innovò l’industria siderurgica, scoprì molti prodotti chimici (paraffina, acido fenico, creosoto, e altri). Dal 1839 studiò patologie come la nevrastenia e il sonnambulismo, che lo portarono infine alla scoperta e allo studi dell’energia vitale che permea ogni cosa, e dei misteriosi ed affascinanti fenomeni ad essa collegati.

 

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La cella di Joe

Joe cell: La cella di Joe

La cella di Joe ad acqua può rimanere un’utopia o può divenire il nostro futuro più prossimo; ad essa possiamo credere per far sì che i nostri figli abbiano l’energia blu, oppure possiamo abbandonarla perché ci sentiamo schiacciati dagli insuccessi e dallo scetticismo.

La tecnologia di Tesla è stata ritrovata e sviluppata in questi anni, dando vita ad una miriade di progetti di macchine ad acqua, rimasti allo stato potenziale perché forse il sistema non è ancora pronto per accoglierli. Non avremmo mai creduto che si potesse incendiare l’acqua, se non avessimo constatato con i nostri occhi che ciò è possibile, scoprendo dunque che un piccolo cilindro permette di incanalare una forma di energia che stravolge tutte le nostre conoscenze fisiche e termodinamiche. L’Energia Orgone, così definita da Wilhelm Reich, è massa libera, non ha inerzia o peso, non esiste apparecchio con tecnologia convenzionale che possa misurare la forza che sprigiona. È presente dappertutto, anche se la sua concentrazione può variare da un luogo ad un altro di tanto in tanto; è un’energia in movimento costante e irregolare, dall’ovest verso l’est, con una velocità molto più grande della rotazione della terra: pulsa, con un movimento di espansione e contrazione. Produce materia, ossia delle polveri sottili, che si posano sul fondo del cilindro che costituisce la cella, ma che i tecnici non attribuiscono ai residui presenti nell’acqua.

Quello che viene definito orgone non è propriamente un gas, bensì un campo magnetico che in quanto tale penetrerà o viaggerà attraverso tutti gli elementi della cellula e di quelli che stanno intorno, ma a velocità differente. Infatti, ogni corpo, vivente e non vivente, possiede il proprio campo di energia così come tutti i magneti. Si irradia ad una grande distanza, fino a 50 metri, per cui si disperde facilmente e si propaga attraverso dei mezzi fisici senza interagire con essi, trasmette informazioni senza trasmettere energia.

Quello che bisogna fare è intrappolarla, crearle una prigione immaginaria e a tale scopo vengono utilizzati dei materiali sintetici, come i polimeri, con forme sferiche di polarità opposta. Essendo ovunque intorno a noi, questi campi magnetici possono essere generati da una distorsione della geometria del vuoto fisico. Questo dimostra l’utilizzo di forme piramidali, di coni, cilindri, e triangoli piani. Nega le leggi dell’entropia, perché va da concentrazioni di energia più basse a quelle più alte attraendo a sé altre forme di energia, questo fa di lei un’energia vivente. Per tale motivo subisce i campi elettromagnetici di ogni tipo, da quelli degli strumenti elettronici a quelli presente nell’aria. Qualsiasi dispositivo elettronico interagisce con esso, come ad esempio televisioni e calcolatori, ma anche luci fluorescenti, telefoni cellulari, radiotrasmittenti, radar, linee elettriche di alto tensione. Questi campi magnetici possono alterare in maniera permanente l’energia prodotta dalla cella, persistono per lungo tempo anche dopo che sia stata rimossa. Proviene in gran parte dal sole, per tale motivo sarà maggiormente accumulato nelle ore più assolate; è inoltre influenzato dalle condizioni atmosferiche, come l’umidità, le nubi e la temperatura.

Può essere manipolato e controllato, mediante un accumulatore di energia, che è costituito da cilindri organici e non, alternati tra di loro; per cui i primi attraggono e assorbono l’Orgone, mentre gli strati metallici lo estraggono dalla materia organica e lo irradiano nell’interno dell’accumulatore. In tutto questo, usando l’elettricità, il magnetismo e l’elettrolisi, si va ad accelerare questa reazione. Ha un tasso lento di conduzione, gli occorrono 30 secondi almeno per essere sprigionata e ha una breve durata se non si alimenta la reazione con una batteria: l’elettrolisi può essere indotta anche dai soli materiali della cellula se producono il giusto campo magnetico. Questa energia è assorbita dall’acqua e per questo viene utilizzata all’interno del cilindro , proprio in virtù delle sue proprietà di conduttore; è polarizzata, per cui si può creare una cella positiva e una negativa, a seconda di come si combinano i materiali al suo interno. Se concentrata in uno spazio limitato, ossia se la nostra cellula viene colmata dal gas fino alla sua massima portata, essa si trasforma in elettricità, che si manifesta con le bolle, le pulsazioni, e una tensione sulla superficie dell’acqua.

L’energia è dunque in noi e nello spazio, è quello che maghi, santi hanno mostrato come magia o miracolo. Ognuno di noi potrebbe essere in grado di catturarla e di propagarla, basta solo utilizzare giusti strumenti che possano servire a tale scopo. La Cella di Joe è uno dei tanti accumulatori di energia, e una volta caricata funge da vero e proprio magnete. Infatti coloro che l’hanno costruita hanno osservato che anche se rimossa dall’automobile, vi è un lasso di tempo in cui il motore continuerà ad alimentarsi di tale energia. Tutti i cavi possono essere staccati, il motore può funzionare ancora finché la bobina di accensione e il distributore continuano ad essere funzionali e se viene lasciata per lungo tempo collegata alla macchina, il motore non avrà poi bisogno della cella. L’acqua all’interno del cilindro non si consuma, ma si rigenera in quanto la combustione di questo gas produce acqua e ancora energia, in un moto perpetuo. Per tale motivo la cella di Joe potrebbe donare all’umanità energia libera ed eterna, stravolgendo le leggi della fisica sino ad ora conosciute, così come il nostro modo di vivere, le strutture sociali riconosciute come istituzioni. La sua diffusione sarebbe la fine di tutto questo mondo surreale e assurdo in cui viviamo, sarebbe quello che Rifkin ha definito la società del world wide energy, in cui non esistono più poteri centralizzati ma solo strutture orizzontali e ugualitarie. Questa è una rivoluzione che richiede lunghi tempi e sperimentazioni, ma non è mai tardi per cominciare ad alzare le prime barricate.

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Oscillazione Cellulare di Georges Lakhovsky

Oscillazione Cellulare

Cosa spinge un lettore ad interessarsi su Georges Lakhovsky, biologo, ingegnere, scienziato russo, vissuto a Parigi circa un secolo fa? In un mondo di ricerca quantistica, Lakhovsky rimane pur sempre un ricercatore attuale ed interessante ai giorni nostri! Senza voler trascurare i benefici che egli portò in gioventù alla Francia con i suoi brevetti, ciò che più interessa del suo ingegno, sono le intuizioni e le applicazioni pratiche sulla medicina vibrazionale, i fenomeni della Natura da lui visti con occhio semplice e profondo, raccontati con un linguaggio comprensibile ad ogni fascia culturale, con un lascito di formule scientifiche assai gradite agli eruditi in materia. Inoltre, la sua proverbiale dogmaticità e la sua limpidezza di intuizioni, senza ombre di smentita nel tempo, stimolano la mente del neofita ad applicazioni pratiche, a verifiche personali ed alla ricerca di un equilibrio armonico con la Natura. Tali ricerche sono orientate alla prevenzione degli incessanti inquinamenti, sempre più insidiosi per l’umanità.
Studio radionica
Georges Lakhovsky

Oscillazione cellulare

Noi, suoi estimatori, siamo affascinati dall’esperienza nella ricerca sulle cellule e sulla loro oscillazione, la loro composizione ed il loro funzionamento. Il suo capolavoro di circa 400 pagine, intitolato “L’Oscillazione cellulare”, ci illumina in proposito. Sin dai primi del ‘900, Lakhovsky sosteneva che è proprio dalla vibrazione della cellula e dal suo buon funzionamento che si denota la buona salute del fisico umano. Infatti, è confermato che, purtroppo, attraverso un’oscillazione cellulare errata, si producono lo squilibrio oscillatorio, la degenerazione e la formazione tumorale. Curioso, ma significativo, è il nome da lui coniato per definire gli effetti dell’universo: “Universione”, divenuto il titolo di un suo libro in cui spiega come il fenomeno elettrico e magnetico sia veicolo di onde e propagazione delle stesse; inoltre, egli descrive come nascono luce e calore e quali sono le relazioni fra le onde inter-astrali, la relatività, le onde del pensiero e la vita stessa. Tutto ciò ci permette così di giungere, come fenomeno vibrazionale legato al pensiero, sino al concetto stesso di Dio. Noi ricercatori in campo vibrazionale, specialmente nel settore della Geobiologia, abbiamo molto apprezzato le osservazioni di Lakhovsky sulle anomalie del terreno e sulla radiazione cosmica, nel suo testo “La terra e noi”, nel quale viene anticipato ciò che oggi molti ricercatori confermano sull’irraggiamento tellurico, che il nostro Georges definisce “della morte”, proprio per il rischio sulla salute nel far insorgere, spesso, forme tumorali.
Un successo mondiale
Molta stima ed ammirazione ha ricevuto Lakhovsky in vari paesi del mondo, come attestano le numerose lettere inviategli da medici di varie cliniche, medici italiani compresi. Stimati professori sperimentarono le sue teorie vibrazionali con bracciali, collane, cinture da lui ideate, prodotte con filamenti a treccia di metalli diversi, atti a riequilibrare l’oscillazione cellulare di pazienti ricoverati e di persone sane desiderose di mantenersi in buona salute. La nostra certezza odierna è che lui fosse dotato di un’intuizione con visione profetica, dettata forse anche da una capacità di fidarsi della Natura attraverso un sesto senso innato e mai perduto. In tutte queste vicende piacevoli, dobbiamo comunque rammaricarci di un articolo apparso su un quotidiano italiano, e precisamente “Il popolo di Roma”, datato mercoledì 18 novembre 1942 XXI, dove si annunciava la morte di Georges Lakhovsky comunicata da un malaugurato giornalista (uno di quelli che andavano per la maggiore), il Dott. Giuseppe Dal Monte che non volle portare sul banco dei rei il nostro scienziato solo perché (a suo parere) con le sue pietose bugie, aveva distribuito illusione, felicità e benessere al mondo intero.
Un giudizio non di condanna, ma di pietà, non accettabile comunque, poiché dimostra una profonda ignoranza in materia o una cattiva interpretazione della scienza da parte di un giornalista affermato. Ciò che ha scritto costui è stato ampiamente smentito dai posteri, e non solo da essi, in quanto eminenti scienziati e ricercatori come il Prof. Giacomo D’Arsonval, il Prof. Picard, il Prof. Gosset e tanti altri, che hanno collaborato con Lakhovsky, hanno dimostrato di aver avuto per lui una grandissima stima, come persona e come scienziato! Non solo le sue intuizioni non erano illusorie, ma sono tuttora egregiamente valutate ed applicate. La vera ricerca che ci può salvare è quella della Natura, mai in decadimento. Lo dimostra e lo conferma l’interesse di un pubblico sempre più in aumento ed una progressiva crescita nella ricerca da parte di amanti e ricercatori naturistici sulle ragioni che Lakhovsky espone nei suoi libri.

Il CentroStudio radionica

Una preziosa eredità

Ci piacerebbe vedere Lakhovsky lavorare assieme ai medici della Salpêtrière a Parigi, in quell’ospedale sperimentale dove ha potuto, attraverso le sue realizzazioni (specialmente tramite l’Oscillatore a Lunghezze d’Onda Multiple, da lui inventato), curare pazienti, affetti da forme tumorali, con esiti positivi, documentati anche fotograficamente. Anche se poterlo vedere lavorare non è ormai più possibile, non è giusto che il lavoro di una vita dedicato per l’umanità debba fermarsi con la sua morte. Sta a noi la scelta.

Per noi Lakhovsky non ha mai smesso di lavorare, tuttora ci aiuta attraverso semplici intuizioni e altre volte attraverso sensitivi con informazioni da interpretare e valutare. Quello che ci fa essere entusiasti delle sue intuizioni, è come vengono esposte, con semplicità, svelate come fenomeni riproducibili tecnologicamente, anche se in alcuni casi sono ancora definiti, per ignoranza scientifica, fenomeni esoterici. Per lui il fenomeno della degenerazione cellulare era ben chiaro ed i risultati delle sue terapie lo hanno confermato allora e lo confermano tutt’oggi.

I suoi libri dimostrano la sua capacità tecnica, nell’applicare la Natura e nel rispettarla, la sua umanità, la limpidezza ed il livello morale dello scienziato che cerca sempre di non oltrepassare i limiti consentiti, affinché la salute dell’uomo non corra mai rischi. Lasciatecelo dire, vediamo Lakhovsky ancora vivo nelle sue opere, presente con il suo spirito nel nostro studio, sicuramente in nostra compagnia, in questo cammino che continua nella ricerca senza fine, con impronta, sicuramente, Lakhovskyana. Una domanda sorge spontanea: perché la medicina di oggi, così avanzata, ma anche preoccupata per le forme tumorali non ha mai preso minimamente in considerazione le ricerche di Lakhovsky, tenendo anche presente che con i suoi metodi sono stati curati casi già diagnosticati incurabili?

Gianfranco Galvani

Maggiori informazioni http://www.italydee.com/news/georges-lakhovsky/

Reattore al plasma in bottiglia Keshe

Reattore al plasma in bottiglia Keshe

Reattore al plasmaE se la fisica che conosciamo fosse incompleta, se non addirittura errata e fuorviante? E se un’altra fisica più moderna e più vicina alla reale natura della materia potesse spiegare dei fenomeni fino ad oggi non spiegati e consentire la costruzione di apparecchiature incredibili, come per esempio un generatore di energia elettrica che produca dal nulla energia infinita, senza consumarsi mai? Un sogno? Forse no! Qui sotto proponiamo tre video a dir poco sconcertanti che si basano tutti e tre sulle nuove teorie che riguardano la natura della materia e della gravità elaborate dal fisico nucleare iraniano Mehran Keshe. Nel primo video mi accingo[author] [author_image timthumb=’on’]http://energialiberagratis.altervista.org/wp-content/uploads/2014/11/marco-ultimo.jpg[/author_image] [author_info]Come costruire un generatore di energia infinita con una bottiglia di plastica e dei fili di rame[/author_info] [/author] a costruire un semplicissimo reattore al plasma, così semplice e sbalorditivo che è già stato replicato con successo da numerosissimi appassionati di ”free energy” di tutto il mondo. Il secondo video è un breve filmato ”promozionale”, se così possiamo definirlo, che anticipa le incredibili scoperte di Mehran Keshe e le loro possibili applicazioni e implicazioni nella nostra vita quotidiana. Il terzo video riguarda un’interrogazione parlamentare avvenuta in Italia il 22 Gennaio 2013 (in contemporanea con tutto il mondo visto che la Fondazione Keshe ha informato TUTTI I GOVERNI MONDIALI dell’esistenza di questa tecnologia) dove l’onorevole Fabio Meroni incita il Parlamento Italiano a prendere una posizione sull’utilizzo di questa nuova tecnologia che promette energia gratuita ed infinita per tutti. Ovviamente il tutto si è spento, come era prevedibile, sotto il solito velo di silenzio che cala implacabile ogni volta che si mette in discussione lo ”status quo” vigente. Sull’energia infinita e gratuita si stanno combattendo, da anni, dispute intellettuali a tutti i livelli. YouTube è pieno di filmati di macchine che funzionano da sole, senza energia esterna applicata, e di scienziati, studiosi, accademici, professori e appassionati che sbugiardano quei video definendoli patacche o truffe in quanto violano le più elementari leggi della fisica che si imparano a scuola. Le leggi della fisica sono ferree. Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma. Non si può ricavare da una macchina in movimento più energia di quella che essa stessa consuma per muoversi. Ma se queste leggi fossero sbagliate? Se fosse possibile costruire una macchina che produce realmente più energia di quella che consuma semplicemente perchè di basa su leggi fisiche reali, ma diverse da quelle a cui siamo stati abituati e sconosciute ai più? Il tempo delle discussioni accademiche è finito. Ora è giunto il momento di far parlare i fatti! Ecco a voi la bottiglia di Coca Cola che diventa un piccolo e moderatamente efficente reattore al plasma. Inutile discutere se una cosa del genere può funzionare oppure no. E’ talmente semplice costruirne una replica e verificare di persona il suo funzionamento, che tutte le speculazioni teoriche sulla questione sono semplicemente tempo perso!

Ed ecco lo ”spot” della fondazione Keshe:

Ed ecco l’interrogazione del deputato Fabio Meroni:

ERIM 20.2 Emettitore Ritmico Impulsivo Magnetico

In questo paragrafo viene presentato un prodotto, l’ERIM 20-2 costruito artigianalmente da Italydee. Ne esistono altre due versioni più piccole, ERIM 10-2 e ERIM 17. Si tratta di una delle bizzarre e geniali invenzioni di Pier Luigi Ighina da Imola che con questo decise di fare un dono all’intera umanità. E’ un oggetto passivo, quindi non ha bisogno di nessuna alimentazione di nessun genere, e ha il potere di bilanciare energeticamente un ambiente rigenerando le cellule, gli stati vitali e armonici attraverso la produzione di atomi magnetici positivi che scaturiscono dalle spire verdi. Navigando all’interno di questo articolo e alle pagine a cui è collegato scoprirete tutto quanto c’è da sapere su questo argomento.

Nel paragrafo sottostante segue una descrizione generale dell’ERIM 20-2 segnalata sul sito italydee.com

ERIM 20.2 di Ighina

ERIM 20-2

 Fiero, elegante, maestoso, è il nuovo modello costruito su cerchio diametro interno 20cm. La base completamente ridisegnata, viene creata da un modello in rapporto alle misure auree dell’altezza e viene generata da una fusione di 6,5 kg di alluminio su stampo creato appositamente. Otteniamo cosí una base di 25,5cm di diametro per una altezza di 13cm, sulla quale poi andrà avvitato l’ERIM 20-2. Le spirali sono state migliorate perché avvolte su cono di angolazione aurea costruito con cad cam su macchina a controllo numerico con distanzializzazione obbligata da scanalatura costruita intorno al cono per renderle perfette (vedi sito italydee.com).
Questo oggetto di manifattura artigianale é costruito completamente con componenti in alluminio, cosí come raccomandato dal suo inventore. La base é in alluminio pieno creato da fusione su stampo, sabbiato, decappato, verniciato, rappresenta una buona piattaforma di sostegno contro la forza del vento se posto in giardino e buona stabilitá se posto come soprammobile. É un oggetto bello a vedersi, attrattivo per i suoi colori non casuali ma meticolosamente studiati per le frequenze vibrazionali luminose che lo colpiscono e lo riflettono, fortemente attrattivo nell’estetica richiamando in noi il bello dell’esistenza per effetto del rapporto aureo in tutte le sue forme, l’altezza rispetto la larghezza, spirali costruite su cono di angolazione aurea, altezza delle spirali in rapporto aureo rispetto al diametro, il diametro del cono in rapporto aureo rispetto al cerchio che costituisce il lato di un decagono circoscritto al cerchio. Insomma, nulla é a caso, e quindi avendo osservato attentamente le foto dell’originale ho colto la vera forma che deve avere l’ERIM 20-2 per poter esprimere cosí tutte le sue funzioni e influenze positive. Queste influenze positive non sono astratte ma osservabili (vedi teoria dell’atomo magnetico di Pierluigi Ighina), ma quando lo acquistate prendetelo come soprammobile, tutto il resto é in piú e gratuito. Con questo oggetto da collezione di meticolosa fattezza Io ne ricavo il costo della materia prima e dell’innumerevole tempo che dedico per la sua costruzione.
Caratteristiche tecniche ERIM 20-2:
Altezza 54cm, larghezza 33,5cm, peso 6,75kg, spirali in alluminio diametro 3,2 mm, diametro cerchio 200 X 20 X 2 mm, asta in alluminio pieno filettato, base in alluminio pieno, strati di primer vernice e resina trasparente.
Marco Pignotti.
NB: il prodotto è completamente costruito a mano artigianalmente senza l’uso di macchinari elettromeccanici. Uno non è mai uguale all’altro (nei dettagli).

Qui troverete maggiori informazioni sull’ERIM 20-2 e altri modelli con possibilità di acquisto aggiori informazioni http://www.italydee.com/erim-di-pier-luigi-ighina/erim-20-2/